{"id":147,"date":"2014-08-27T17:26:59","date_gmt":"2014-08-27T15:26:59","guid":{"rendered":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/?p=147"},"modified":"2014-09-12T20:45:10","modified_gmt":"2014-09-12T18:45:10","slug":"palermo-presentazione-del-volume-dna-di-ignazio-apolloni","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/2014\/08\/27\/palermo-presentazione-del-volume-dna-di-ignazio-apolloni\/","title":{"rendered":"PALERMO. Presentazione del volume DNA di Ignazio Apolloni"},"content":{"rendered":"<h4>Venerd\u00ec 9 maggio alle ore 18 presso l&#8217;Auditorium della RAI di Viale Strasburgo n. 19 a Palermo, Nino Buttitta, Aldo Gerbino, Karl Hoffmann, Anna Maria Ruta, Flora Di Legami, presenteranno il saggio-romanzo dal titolo: &#8220;DNA&#8221; di Ignazio Apolloni. Riportiamo, di seguito, una recensione di Franca Alaimo.<\/h4>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">DNA di IGNAZIO APOLLONI, Edizioni Arianna, 2013<\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026la scienza potr\u00e0 manipolare il DNA per renderlo pi\u00f9 adatto alla convivenza civile con valori morali che traggano origine dall\u2019etica aristotelica fino a quella hegeliana rifiutando qualsiasi influenza o ingerenza di carattere metafisico o teologico: cos\u00ec viene esposta a pagina 61 del romanzo DNA l\u2019idea per la quale si batte il protagonista Gustav von Clausewitz, forgiato dall\u2019autore Ignazio Apolloni a sua immagine e somiglianza; al punto che, attraverso la vita e la tempra intellettuale del personaggio, \u00e8 possibile conoscere quelle dello stesso autore, che, nato in un ambiente provinciale, ma apertosi alla variegata scena culturale del mondo attraverso l\u2019amore per i viaggi e l\u2019arte, ad un certo punto della propria esistenza, si converte agli studi scientifici e se ne lascia coinvolgere in modo quasi ossessivo, scoprendo quali meraviglie per la societ\u00e0 umana potrebbero scaturire dallo studio del DNA e da una sua successiva manipolazione per estirpare la radice del male da ogni uomo. Rimando a dopo le molte riflessioni che una tale tesi comporta per passare, invece, a qualche considerazione di natura letteraria, visto che di un libro si parla e, quindi, di una forma di scrittura. Apolloni ci ha abituato alla disobbedienza ai generi letterari e non poteva smentire se stesso neanche questa volta: infatti, si fa fatica a considerare questo suo ultimo lavoro un romanzo: manca un vero e proprio plot, gli altri personaggi sono del tutto secondari allo svolgimento dell\u2019idea che muove il protagonista e sembrano piuttosto concretizzare narrativamente l\u2019urto fra il vecchio e il nuovo Gustav. Che cosa ha, dunque, tra le mani il lettore? Azzardo una definizione: un saggio romanzato. E ipotizzo perfino che con esso l\u2019autore abbia inteso portare avanti, secondo un diverso progetto di scrittura, l\u2019enorme lavoro saggistico dell\u2019intellettuale siciliana Vira Fabra, musa e compagna di Apolloni, raccolto nell\u2019opera postuma: \u201cCartesio un filosofo da amare\u201d. Fatto sta che Vira come Ignazio hanno posto al centro del loro laboratorio mentale l\u2019ottimismo della ragione, la prima rendendo omaggio al filosofo Cartesio ed ai suoi seguaci, il secondo, oltre che ai filosofi della ratio, agli scienziati che attraverso lo studio del DNA aprono prospettive dalla portata inimmaginabile per il futuro della razza umana. Ad un certo punto del romanzo, per\u00f2, Gustav cede quasi del tutto posto allo scrittore Ignazio Apolloni, che si chiede dopo il suo grande entusiasmo per la \u201cconversione scientifica\u201d da che parte debba stare, e cio\u00e8 se incorporare l\u2019una o l\u2019altra delle tendenze estetiche rappresentate da quelle opere in cui si stanno posando i suoi occhi e la sua mente, senza tuttavia trascurare quella spinta emotiva \u2013 pi\u00f9 che razionale \u2013 che l\u2019ha indotto ad occuparsi di scienza; di quella parte della scienza che ha per obiettivo una migliore qualit\u00e0 dell\u2019uomo del futuro. Infatti, Ignazio non pu\u00f2 rinnegare la sua vocazione alla scrittura e certamente la risposta concreta ad un dubbio di tale portata \u00e8 proprio questo romanzo, o, meglio, come gi\u00e0 l\u2019ho definito, saggio romanzato. E, inoltre, proprio questa sua ennesima invenzione letteraria potrebbe rappresentare l\u2019aspirazione ad una nuova figura d\u2019intellettuale a tutto tondo, che non dovrebbe escludere nessuna branca del sapere dai suoi interessi per una sorta di Futuro Rinascimento dell\u2019Uomo. Gustav, da tanto tempo immerso in una pigra esistenza borghese, finisce, infatti, con l\u2019aprirsi al piacere estetico delle arti ( specialmente il cinema, l\u2019arte figurativa, la musica), alla storia dei diversi popoli, alla geografia, alle scienze, come la medicina, l\u2019astronomia, la sociologia. Ed Ignazio, nel suo riaffermare la vocazione alla scrittura, ribadisce il diritto ad un pensiero libero, onnivoro, autonomo, capace di rielaborare una nuova Etica, sganciata da ogni influenza metafisica e teologica, ma fondata esclusivamente su un\u2019idea laica, sociale, \u201cgenetica\u201d del Bene. Ma, a questo punto, \u00e8 difficile sottrarsi alle riflessioni personali. Ovviamente non mi appello alle mie convinzioni religiose, perch\u00e9 comprendo benissimo che tale arma sarebbe non solo inefficace, ma del tutto erronea a sostenere un dialogo alla pari con l\u2019autore. Mi pongo solo, sotto il profilo laico, il problema della libert\u00e0 come diritto dell\u2019individuo ad una scelta. Immagino che Apolloni abbia visto un \u201cvecchio\u201d film, che fa parte ormai del cinema cult, che \u00e8 Arancia meccanica di Stanley Kubrick; in merito al quale il saggista Burgess scrisse che una creatura che pu\u00f2 fare solo il bene o il male, ha l\u2019apparenza di un bel frutto colorato e saporito, ma che interiormente \u00e8 solo un giocattolo a molla, che pu\u00f2 essere caricato da chiunque. E cos\u00ec, stando all\u2019utopia di questo romanzo, il giocattolo-uomo, invece di essere caricato dallo Stato o da Dio, in cui per sua libera e rispettabilissima scelta l\u2019autore non crede, finirebbe con l\u2019essere caricato dalla Scienza. E\u2019 vero che il fine dell\u2019operazione del DNA sarebbe buono ed utile, ma io provo un certo fastidio nell\u2019immaginare una specie di castrazione obbligatoria universale, anche se oggetto di tale operazione sarebbe il male. Difendo il male per difendere il bene, difendo il male per difendere il libero arbitrio, difendo il male affinch\u00e9 l\u2019uomo trovi da solo, per convinzione e non per castrazione, la via del bene sociale secondo un libero percorso individuale. E, inoltre, pur estirpando il male dall\u2019uomo, non resterebbe il male degli elementi della Natura, degli animali e delle cose stesse, spesso apportatrici di malattie e di morte? Che ne faremo di tutto questo male, come lo debelleremo? Mi trova d\u2019accordo Ignazio, per\u00f2, in un intervento mirato soltanto ad eliminare le malattie scritte nel DNA, poich\u00e9 esse davvero ostacolano la libera crescita dell\u2019uomo e il suo naturale diritto alla felicit\u00e0. E tuttavia come negare in toto l\u2019utopia di Ignazio se la nutro anch\u2019io, ma sognandone un\u2019altra via di realizzazione? Caro Ignazio, hai fatto bene a concludere il romanzo con la curiosa e spesso esilarante storia dei Pigmei, dove ritrovo tutto il tuo humour, il gusto dell\u2019invenzione lessicale, lo sfasamento spazio-temporale e la fantasia, cos\u00ec che, leggendolo, mi sono dimenticata di Gustav. Per\u00f2 mi sono chiesta: che diavolo ci sta fare questa storia alla fine del tuo libro? Che cosa vuoi dire al lettore? Che gli uomini sarebbero rimasti dei pigmei senza l\u2019apporto della scienza? Oppure la tesi opposta, che sembra deducibile da qualche passo, che in fondo gli uomini erano pi\u00f9 felici quando vivevano in uno stato primitivo? O, ancora, che siamo ancora tutti dei pigmei di fronte al mistero di un universo in continua espansione, di fronte all\u2019incredibile mutamento dell\u2019umanit\u00e0 promesso dalla Scienza? A me, te lo confesso, \u00e8 piaciuto vedere crescere questi pigmei centimetro dopo centimetro, lottando, commettendo e subendo male, facendo e ricevendo bene, ingegnandosi, inventando, cambiando, del tutto liberi di agire, persuasi della necessit\u00e0 d\u2019ogni cosa: dai babbuini alle foto scattate loro ante-litteram. Che poi ci sia anche una stoccata al potere, di questo, s\u00ec, mi sono avveduta. Ed ho pensato anche che, se mutasse il modo di esercitare il potere politico, la societ\u00e0 gi\u00e0 starebbe meglio e sarebbe pi\u00f9 buona. (Franca Alaimo)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 9 maggio alle ore 18 presso l&#8217;Auditorium della RAI di Viale Strasburgo n. 19 a Palermo, Nino Buttitta, Aldo Gerbino, Karl Hoffmann, Anna Maria Ruta, Flora Di Legami, presenteranno il saggio-romanzo dal titolo: &#8220;DNA&#8221; di Ignazio Apolloni. Riportiamo, di seguito, una recensione di Franca Alaimo. DNA di IGNAZIO APOLLONI, Edizioni Arianna, 2013 \u2026la scienza [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[21],"class_list":["post-147","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-post-mail","tag-franca-alaimo"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/147","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=147"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/147\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":149,"href":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/147\/revisions\/149"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=147"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=147"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=147"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}