{"id":172,"date":"2014-09-12T18:56:12","date_gmt":"2014-09-12T16:56:12","guid":{"rendered":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/?p=172"},"modified":"2014-09-12T20:32:43","modified_gmt":"2014-09-12T18:32:43","slug":"tra-idosemantico-e-fonosemantico-la-singlossia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/2014\/09\/12\/tra-idosemantico-e-fonosemantico-la-singlossia\/","title":{"rendered":"TRA IDOSEMANTICO E FONOSEMANTICO: LA SINGLOSSIA*"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>TRA IDOSEMANTICO E FONOSEMANTICO: LA SINGLOSSIA*<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel presentare in questa occasione \u2013 e in questa sede \u2013 una RIVISTA che per necessit\u00e0 e immediatezza di comodo possiamo definire letteraria o di varia letteratura, occorre informare subito i presenti che non si tratta in questo caso di una pubblicazione nata ora e di cui si vuol proporre il primo numero che annuncia il susseguirsi di una serie, secondo il progetto e il destino editoriale coltivato dal suo ideatore. Questa rivista \u00e8 nata e vive da parecchi anni. L\u2019ha fondata Ignazio Apolloni che, in collaborazione con Pietro Terminelli, l\u2019ha condotta su tracciati della ricerca e della sperimentazione poetica calata in due distinti versanti, di elaborazione e di scrittura. Uno votato al ribaltamento linguistico e sintattico del verso costruito su una successione di impatti lessicali rispetto alla \u201ctradizione\u201d della parola, del suo codice semantico, ora sempre pi\u00f9 incalzato negli slegamenti di significato e di senso \u2013 e perci\u00f2 stesso parola poetica spesso altamente cadenzata nel suo flusso concettuale, nei suo eventi analogici, come nei suoi improbabili raccordi (cos\u00ec in Terminelli, per esempio). Una ricerca poetica, per\u00f2, ancora basata sulla linearit\u00e0, sulla orizzontalit\u00e0 del rigo che organizza lo spazio della pagina snodandosi, appunto, nell\u2019ordine del verso. L\u2019altro versante, invece, totalmente ri-versato nella liberalizzazione verbo-visiva dell\u2019ingrediente poetico dislocato nel supporto della pagina o altrove, in altri siti catturabili dall\u2019occhio, come diremo. Queste due componenti della ricerca poetica, l\u2019una ancora di scrittura lineare e l\u2019altra insubordinata nell\u2019utilizzazione di segni, segnali, immagini e parole, sono state registrate e comunicate negli anni precedenti dal lungo ciclo di questo stesso periodico che, con la testata di \u201cINTERGRUPPO\u201d, ha ospitato di volta in volta esempi tra i pi\u00f9 rappresentativi della sperimentazione e della ricerca poetica dei nostri giorni, affermandosi presto anche a livello internazionale. Senonch\u00e9, assecondando la propria vocazione, sia di teorico che di operatore in questo campo \u2013 e ritenendo inoltre che, rispetto alla poesia lineare, quella verbo-visiva \u00e8 stata capace di fornire ulteriori e pi\u00f9 interessanti sbocchi \u2013 Ignazio Apolloni ha operato una scelta decisiva, privilegiando, con l\u2019uscita e la presentazione di questo nuovo numero, il versante pi\u00f9 congeniale, aggiungendo cos\u00ec alla precedente testata di INTERGRUPPO la definizione specifica di INTERGRUPPO SINGLOSSIE. In tal modo, la continuit\u00e0 ideologico-poetica o letteraria che ne ha fondato l\u2019apparizione rimane; rimane di essa la forte carica delle motivazioni culturali attestate sui pi\u00f9 attuali bisogni di amplificazione della conoscenza rispetto anche ai generi espressivi che si vogliono praticare. Ci\u00f2 che non cambia ma viene ulteriormente ricercato e approfondito \u00e8, come si \u00e8 detto, l\u2019uso dei segni, segnali, immagini, parole che, nel loro costituirsi in ambiti della sperimentazione poetica prodotta dalle neoavanguardie, si sono via via formalizzati in termini di \u201cPoesia visiva o tecnologica\u201d, \u201cPoesia concreta\u201d, \u201cSinglossica\u201d e, infine, di \u201cNuova scrittura visuale\u201d. All\u2019origine di questa poetica complessiva e del suo coerente divenire, esiste il presupposto secondo cui una rapida rivoluzione tecnologica ha spinto gli avvenimenti verso una soluzione retinica in senso mediato: l\u2019organo della vista \u00e8 stato addirittura potenziato, ma un inconscio collettivo nutrito di segni alla seconda potenza ha chiesto all\u2019artista di produrre soprattutto \u201csegni in forma di scrittura\u201d. Parola e immagine si sono statuariamente poste, pertanto, come protagoniste della creativit\u00e0 contemporanea, facendo coincidere le modalit\u00e0 del loro rapporto esattamente con la funzione dell\u2019immaginario (l\u2019artisticit\u00e0 o l\u2019esteticit\u00e0 di una volta). Cos\u00ec, la poesia visiva o tecnologica, fatta di figurazioni e di parole, annulla la dicotomia fra civilt\u00e0 della scrittura e civilt\u00e0 dell\u2019immagine, cosicch\u00e9 sia l\u2019una che l\u2019altra sembrano destinate a coesistere e semmai \u00e8 riscontrabile una tendenza alla sovrapposizione, nel senso che ci\u00f2 che \u00e8 visivo tende a farsi anche discorsivo (ma non necessariamente descrittivo), e ci\u00f2 che \u00e8 discorsivo tende ad assumere anche un aspetto visivo. La poesia definita concreta, non riproduce pi\u00f9, a sua volta, il senso semantico o il senso estetico dei suoi elementi, ad esempio le parole, con la consueta stesura di contesti ordinati linearmente e grammaticalmente, ma gioca su possibili nessi di superficie. Essa ora appartiene alla teoria testuale, un campo della moderna estetica, la quale si occupa degli \u201coggetti rappresentati da parole\u201d (poesia) e comprende nelle sue indagini anche gli \u201coggetti di disegno\u201d, la grafica pubblicitaria, per esempio. Ma l\u2019ambito che contiene questa coesistenza \u2013 occorre aggiungere a questo punto \u2013 conserva ancora una matrice poetica di tipo idealistico, anche se, come abbiamo detto, essa si esplica e rifonda un modello \u201caltro\u201d di poesia. Parliamo, appunto, della citata Poesia visiva e Concreta, e questa remora ha finito per costituire un limite e la necessit\u00e0 di un suo superamento. Si arriva cos\u00ec alla pi\u00f9 recente operazione del linguaggio ideativo acutamente e risolutivamente teorizzato, praticato e sostenuto dalla compianta Rossana Apicella, attraverso le ipotesi e i postulati della Singlossia, dove il visivo e il verbale non possono essere scissi. Un linguaggio di ricerca e di riscontro, di attuazione non soltanto sulla pagina del libro o su qualsiasi altra superficie fissa, ma praticabile dovunque, soprattutto negli scenari urbani. Una ricerca, come precisava la stessa Apicella, che si propone di \u201cnon chiudere nessuna area di esperienza\u201d. Proprio su questa vasta potenzialit\u00e0 di intervento, si appunta ora il lavoro sia teorico che operativo di Ignazio Apolloni, caratterizzando la sua Rivista dei pi\u00f9 significativi prodotti, sia a livello personale che da parte di altri autori in campo nazionale. Da ci\u00f2, dunque, il titolo pi\u00f9 completo di questo nuovo numero della Rivista INTERGRUPPO SINGLOSSIE su cui si baser\u00e0 la continuazione della sua nuova serie. Singlossia, Singlossie: che cosa significa questo termine. Essi sono nuovi e inconsueti, derivano da etimologie greche e sono stati creati dall\u2019Apicella sul modello del linguaggio medico-scientifico (per intenderci: come cardiologia, psichiatria, geografia, antropogeografia, ecc.). Cos\u00ec, monoglossia sta ad indicare l\u2019uso di un solo strumento per trasmettere un messaggio. Essa pu\u00f2 servirsi del linguaggio visivo (disegno che trasmette un messaggio, quadro anche astratto, ma con puro valore iconico), o del linguaggio verbale nelle sue tre articolazioni fondamentali: 1) parola detta; 2) parola scritta; 3) gesto sostitutivo della parola. Pertanto la monoglossia \u00e8 l\u2019uso di un solo strumento, con una sola funzione semantica. Dalla monoglossia si passa alla paraglossia, cio\u00e8 al linguaggio nel quale i due elementi, visivo e verbale, sono posti in posizione parallela, uno dei quali ha funzione didascalica, esplicativa: il titolo di un quadro, la scritta sotto un poster pubblicitario, ecc. Diversa \u00e8 invece la SINGLOSSIA, che \u00e8 incrocio del linguaggio visivo e verbale. Per Singlossia si intende, allora, l\u2019incrocio del linguaggio idosemantico o visivo e del linguaggio fonosemantico, cio\u00e8 verbale. Essi raggiungono un punto nel quale i due linguaggi si completano, nel senso che l\u2019uno non pu\u00f2 essere comprensibile senza la presenza dell\u2019altro. La Singlossia, per tali ragioni, pu\u00f2 essere considerata il fenomeno pi\u00f9 portante della nostra civilt\u00e0 semiologica: essa \u00e8 tipica del cinema, della televisione, della pubblicit\u00e0, dello scenario mobile, fonetico, della citt\u00e0, come di molte altre manifestazioni che rendono protagonista il vedere conosciuto e non, cos\u00ec da rendere ormai inadeguata, insufficiente la stessa definizione di Civilt\u00e0 dell\u2019immagine che deve cedere il posto a quella pi\u00f9 appropriata di Civilt\u00e0 della singlossia, appunto. Su questa pi\u00f9 urgente esigenza insiste in tal modo INTERGRUPPO SINGLOSSIE cui Ignazio Apolloni attribuisce un ruolo di informazione e di comunicazione tra i pi\u00f9 conseguenti, conferendo a questo primo numero della nuova serie un articolato e qualificato quadro di riferimento da cui emerge tutta l\u2019importanza della sperimentazione e della ricerca in questo campo variamente dislocata nelle aree geografiche pi\u00f9 fertili e impegnate, divaricate da uno spettro di interessi, sia teorici che operativi, che vanno dalla favola, agli audiovisivi, alle nuove idee letterarie, ai nuovi linguaggi immaginari. In tale panorama, si colloca intanto, con una sua precisa e feconda fisionomia lo stesso Apolloni, fondatore e direttore, come si \u00e8 detto, della Rivista. Giudicata tra le pi\u00f9 originali e confacenti, la sua produzione singlossica si basa su aspetti ed esiti ludico-fantastici particolarmente incisivi ed ironici, laddove per ironia si deve intendere, nel suo caso, non tanto o non semplicemente l\u2019intervento caustico di un giudizio irritante, ma la fabulazione sottilmente critica e ribaltata, immaginifica, creativa dell\u2019evento ag\u00ecto tra immagine e parola, ma anche della sola scrittura, come nel suo libro \u201cFavole per adulti\u201d di cui Roberto Roversi ha scritto tra l\u2019altro, che \u201cnella libert\u00e0 della favola riconquistata e dissacrata, crudeli mostruosit\u00e0 si mescolano a ridicole buone azioni, patetiche aspirazioni di grandezza si ricompongono in catastrofi politico-ecologiche e gli stessi protagonisti si scheggiano e frantumano nell\u2019inestinguibile dimenarsi di battute e sberleffi\u201d. E poi le Sketch poesie singlossiche dello stesso Apolloni, prodotte, per la parte vignettistica, dal felicissimo disegno di Cerami; e ancora la nutrita serie della poesia impossibile, nella quale la componente ludico-linguistica ed ironica raggiunge i maggiori traguardi della sintesi singlossica. In definitiva, tutte le operazioni che riguardano questo settore di attivit\u00e0 verbo-visiva, tendono a dimostrare come la scrittura non pu\u00f2 pi\u00f9 essere al servizio della sola voce intesa come espressione diretta della parola. La nuova scrittura visuale, pertanto, non mira pi\u00f9 ad essere la traduzione fedele del parlato, dove gli assetti semiotici della scrittura stessa riflettono le reali connotazioni dell\u2019universo segnico e non pi\u00f9 quello prevalente (prima) della parola. Seguendo i percorsi iniziali e la loro evoluzione dinamica, al fine di evitare le loro possibili cristallizzazioni, le ultime poetiche verbo-visuali \u2013 cio\u00e8 quelle che indagano da alcuni decenni sulle possibili integrazioni fra parola e immagine \u2013 stanno da qualche tempo traducendo la scrittura, con i suoi atti e sconfinamenti, nonch\u00e9 le sue possibilit\u00e0 fonico-espressive, nel linguaggio, nel video e nel cinema. In questo modo, parola e scrittura sono portate a una lettura-dimensione diacronica, diventando esse stesse protagoniste delle loro scomposizioni e ricomposizioni nelle possibili amplificazioni multimediali. Nell\u2019ambito della ricerca singlossica agisce pure un gruppo di operatori siciliani che fanno capo ad Apolloni e alla sua Rivista. Michele Lambo che ha trasferito gli interessi della propria ricerca nel campo dell\u2019elettronica, dell\u2019audiovisivo, ottenendo suggestivi risultati di linguaggio multimediale; Franco Spena che dal versante pittorico trae formule poetiche e la simbiosi tra immagini e scrittura; Salvatore Salamone, particolarmente inventivo nell\u2019uso delle predette componenti; Anna Guillot che agli assetti e armonie cromatiche conferisce stupende soluzioni alfabetiche. Lambo, Spena e Salamone fanno parte del Centro Duchamp di Caltanissetta, indicativamente denominato \u201cMagazzino di Immagini e Parole\u201d, il solo che operi in Sicilia. Il palermitano Piero Buffa, il cui gioco grafico, condotto sulla superficie del foglio con abilit\u00e0 di movimento, di allusioni e di fughe, metaforizza il pentagramma, producendolo in sonorit\u00e0 visive. E infine, il pi\u00f9 recente Pietro Ales capace di strabilianti input combinatori di collages, dove le referenze verbo-visive perseguono l\u2019immaginario dell\u2019iperbole, un improbabile significante. E quindi, l\u2019efficace singlossia nelle sculture di Giusto Sucato; per finire con l\u2019accattivante e frantumato linguaggio lettristico colto dalla fotografia di Giovanni Franco attraverso le lacerazioni del manifesto sui muri della citt\u00e0. E per ultimo, la ricerca di scrittura visuale povera condotta da chi vi parla e la Fabra, attenta studiosa dell\u2019evoluzione linguistica di questa poetica. Insomma, per concludere si ha una Convergenza totale, multimediale, di segni, immagini e scritture che rivelano la nascita di un nuovo linguaggio di Poi\u00e9sis destinato a risalire le radici della civilt\u00e0 e della storia del linguaggio come espressione del collettivo interpretato dalla attuale autonomia del singolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #0000ff;\">Francesco Carbone <\/span><\/p>\n<h6 style=\"text-align: center;\">* Testo letto in occasione della presentazione del # 19\/1 della rivista Intergruppo-Singlossie nel Dicembre 1985 presso la libreria Feltrinelli di Palermo.<\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TRA IDOSEMANTICO E FONOSEMANTICO: LA SINGLOSSIA* Nel presentare in questa occasione \u2013 e in questa sede \u2013 una RIVISTA che per necessit\u00e0 e immediatezza di comodo possiamo definire letteraria o di varia letteratura, occorre informare subito i presenti che non si tratta in questo caso di una pubblicazione nata ora e di cui si vuol [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[18],"class_list":["post-172","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-post-mail","tag-francesco-carbone"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/172","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=172"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/172\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":173,"href":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/172\/revisions\/173"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=172"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=172"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=172"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}