{"id":190,"date":"2014-09-12T19:20:40","date_gmt":"2014-09-12T17:20:40","guid":{"rendered":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/?p=190"},"modified":"2014-09-12T19:20:40","modified_gmt":"2014-09-12T17:20:40","slug":"singlossie","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/ignazioapolloni\/2014\/09\/12\/singlossie\/","title":{"rendered":"Singlossie"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Proprio perch\u00e9 interessato alla Estetica e come cultore di Critica, gi\u00e0 alquanto demonizzante in <em>Intergruppo Singlossie 20\/2, <\/em>stampato nel dicembre del 1989, user\u00f2 elementi delle due discipline per questa nota su quel movimento poetico-artistico, allo scopo di contribuire alla sua storicizzazione nel pi\u00f9 ampio alveo della cultura italiana ed europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per prima cosa vorrei togliere di mezzo la meraviglia e magari lo scandalo, che spesso si mostrano di fronte alla interrelazione tra immagine verbale e visiva. Per ci\u00f2 che riguarda la meraviglia, non c\u2019\u00e8 dubbio che il rapporto tra parola e immagine (di qualunque tipo questa) sia stato molto stretto \u2013 si pensi ad es. alla relazio\u00adne tra poesia e musica. Quanto al rapporto tra parola e immagine visiva, il nostro progenitore che ventimila anni fa istoriava le pareti di roccia con scene di caccia, esprimeva teoreticamente (come forse si sarebbe espresso il Croce) il suo sentimento di fronte a quella esperienza, ma veicolava anche un significato proporzionale, seppu\u00adre allora non fosse possibile fissarlo per la mancanza tecnica della scrittura: la figura significava anche una frase come \u201cl\u2019uomo caccia il bisonte\u201d o qualcosa del genere. A sua volta, spesso, la scrittura veicola figurazioni, basti guardare certe pergamene medioevali, specie quelle miniate, nelle quali compenetrazione strettissima tra lette\u00adre alfabetiche e immagini \u00e8 assolutamente cogente. Ed \u00e8 universale l\u2019esempio della civilt\u00e0 islamica la quale, non usando immagini culturali, ha trasformato nei propri monumenti architettonici la scrittura in mezzo decorativo e illustrativo di altissima espressivit\u00e0 formale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto allo scandalo, mentre scrivo questa nota, \u00e8 ancora su, alla New Tate di Londra, la mostra <em>Surrealism, Desire unbound <\/em>(20 sett. 2001 &#8211; 1 genn. 2002). Ora, passando davanti a quelle opere, che scossero usi, credenze, costumi, moralit\u00e0, e suscitarono indignazione e ripulsa; guardando opere di Marcel Duchamp, Francis Picabia, Man Ray, Giorgio de Chirico, Claude Cahun, Paul Delvaux, Ren\u00e9 Magritte, Joan Mir\u00f2, e gli altri, si ha l\u2019impressione di passare davanti a una serie di opere classiche che, esauritosi l\u2019impatto della sorpre\u00adsa, ci dicono esperienze senza le quali il mondo sarebbe oggi pi\u00f9 povero, meno civile: lo scandalo e le polemi\u00adche sono finite, e quelle immagini rappresentano un momento della grande tradizione artistica europea, avvalo\u00adrando il detto che nel mondo dell\u2019arte lo scandalo \u00e8 dato solo dalle opere che non dicono nulla. Nessuna sor\u00adpresa, quindi, e nessuno scandalo, con riferimento a tecniche che si \u201ccontaminano\u201d fondendo vari modi di essere dell\u2019espressione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando specificamente a Intergruppo-Singlossia, suoi dati oggettivi sono di essere movimento che inizi\u00f2 a fio\u00adrire verso gli anni \u201880, con il proprio epicentro in Sicilia; che non fu l\u2019unico a usare l\u2019interazione tra diversi mezzi espressivi; che fu uno dei pochi ad avere piena consapevolezza dei propri fini, producendo anche vari documenti tendenti ad elaborare una teoria autonoma, e che infine fu uno dei pochissimi a costituirsi in movi\u00admento di tendenza. Nelle polemiche che generalmente accompagnano il presentarsi di una qualsiasi ideologia, anche artistica, si cercano \u201cavversari\u201d, e i promotori di Intergruppo-Singlossia trovarono il nemico da battere sopratutto nel Gruppo 63. Per carit\u00e0, a distanza di decenni \u00e8 vano rivangare polemiche ammuffite. Meglio cercare di capire il motivo culturale che oppose il gruppo siciliano ai <em>ne\u00f3teroi<\/em> prevalentemente nordici. Di quel vasto e multiforme movimento artistico e letterario, che influenz\u00f2 tutte le arti del mondo occidentale, e che va sotto il nome di Modernismo, iniziato in Gran Bretagna da Ezra Pound, T.S. Eliot, Wyndham Lewis, Gaudier-Breszka e altri: in Italia i modi che si imposero ad alto livello, e con ampi margini di autonomia, furono del Futurismo. Ma se il Futurismo fa parte del grande movimento del Modernismo, a differenza di questo, e a parte le esternazioni di Marinetti, fin\u00ec presto, eclissato dal Decadentismo, dall\u2019Ermetismo e dal Neorealismo, che dominarono la nostra scena letteraria ed artistica fin dopo l\u2019ultima guerra. Orbene, osservando l\u2019opera poetica in Italia, degli anni \u201860, soprattutto dei protagonisti maggiori, e ad esempio prendo Sanguineti, io credo che la vera essenza e novit\u00e0 risie\u00adda in una ripresa e uno sviluppo in Italia di quel Modernismo in senso poundiano, che il Futurismo non aveva permesso si radicasse qui da noi. Certamente la frammentazione sintattica della lingua, l\u2019accumulo paratattico delle immagini, il simbolismo ordinato secondo assonanze tematiche piuttosto che logiche, la memoria come principale strumento psicologico della narrazione, che si notano nel Pound dei <em>Cantos, <\/em>possono essere docu\u00admentati in Sanguineti, pur nella diversit\u00e0 delle due personalit\u00e0 poetiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non so quanto i poeti-artisti dei movimenti che si susseguono, Antigruppo, Intergruppo, Singlossia, pos\u00adsano concordare con tale analisi. Essa permette comunque di affermare che gli operatori siciliani sentirono che la ribellione del Gruppo 63 ai modi prebellici non apriva strade veramente nuove, ma cavalcava moduli che ho individuato in quanto Pound e i suoi amici lo avevano fatto decenni prima. E non avevano tutti i torti perch\u00e9 quello che il Modernismo, Ermetismo e i movimenti seguiti alla guerra non cambiavano la tradizione, la fedelt\u00e0 alla lunga sequenza poetica che li portava e legava ai lirici greci, ed \u00e8 qui che Singlossia si stacca nettamente da quella tradizione. Ovviamente non sto facendo discorsi di valutazione critica, di poesia\/non poesia. Sto parlan\u00addo di tradizione, e dicendo che, quali siano i meriti o i demeriti sul piano espressivo, lo stacco da quella tradi\u00adzione classica si ha con Intergruppo-Singlossia e non con il Gruppo 63, il quale appartiene al c\u00e0none classico occidentale, ponendosi come \u201cnaturale\u201d sviluppo modernista, dopo l\u2019Ermetismo e il Neorealismo, della tradi\u00adzione letteraria europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quel che riguarda il movimento siciliano, uno studio il quale si proponesse di rintracciare parentele storiche e affinit\u00e0 espressive, dovrebbe esplorare zone estreme (dico \u201cestremo\u201d nel senso etimologico che ha <em>exeter <\/em>\u201cdi fuori, estero, straniero\u201d). Bisognerebbe andare, io credo, oltre la zona della poesia visiva, al fumetto, al cartone animato, allo <em>strip<\/em>, alle tecniche pubblicitarie; scavare in quelle competenze che in campo commer\u00adciale e industriale si raggruppano sotto il titolo approssimativo di <em>marketing. <\/em>E, sul piano operativo, si dovreb\u00adbero ipotizzare interventi di nuovi strumenti, di tecniche filmiche, di modalit\u00e0 usate nella creazione di siti inter\u00adnet, dell\u2019arte elettronica, della tecnologia dei CD Rom, della fotografia digitale. Quali poi siano per essere gli sviluppi specifici del gruppo siciliano, nessuno pu\u00f2 sapere perch\u00e9 ovviamente Intergruppo-Singlossia non \u00e8 nes\u00adsuna di queste cose; le quali sono tecniche, se non fosse il liquido di coltura del quale il gruppo si nutre. Si pu\u00f2 solo dire che come \u201cgenere\u201d, il modo espressivo che essi hanno cominciato ad esplorare nei suoi risvolti poeti\u00adci \u00e8, qui presso di noi, con non prevedibili potenzialit\u00e0 di sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli anni \u201870 Adriano Spatola pubblic\u00f2 una piccola opera grafica che rappresentava un labirinto. Sopra la porta d\u2019ingresso era scritto \u201cil poeta\u201d, al centro era scritto \u201cil poema\u201d . Qualcuno osserv\u00f2 che il poeta che fosse entrato nel labirinto non avrebbe mai potuto raggiungere il poema poich\u00e9 il labirinto si chiudeva: dopo poco era impossibile proseguire. Potr\u00e0 mai il poeta di Singlossie giungere alla poesia? Per poter rispondere bisognerebbe pas\u00adsare, dalle proporzioni tendenzialmente estetiche che ho svolto, al campo critico. Bisognerebbe che l\u2019interesse si appuntasse sui testi e sulla loro storia, che si facesse dell\u2019ermeneutica, che si esprimessero giudizi di valore. Ci\u00f2 richiederebbe un complesso di ricerche che non mi risulta sia stato ancora compiuto.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><span style=\"color: #0000ff;\">Spartaco Gamberini<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proprio perch\u00e9 interessato alla Estetica e come cultore di Critica, gi\u00e0 alquanto demonizzante in Intergruppo Singlossie 20\/2, stampato nel dicembre del 1989, user\u00f2 elementi delle due discipline per questa nota su quel movimento poetico-artistico, allo scopo di contribuire alla sua storicizzazione nel pi\u00f9 ampio alveo della cultura italiana ed europea. 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