{"id":64,"date":"2014-08-28T01:49:48","date_gmt":"2014-08-27T23:49:48","guid":{"rendered":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/rolandocerta\/?page_id=64"},"modified":"2014-08-28T01:49:48","modified_gmt":"2014-08-27T23:49:48","slug":"poesie","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/scrittori.natscammacca.info\/rolandocerta\/poesie\/","title":{"rendered":"Poesie"},"content":{"rendered":"<p>OESIE <\/p>\n<p>(da: \u201cSicilia pecora sgozzata\u201d, 1974)<\/p>\n<p>Rapporto da una citt\u00e0 sul mare<\/p>\n<p>Sulla riva del Mediterraneo<br \/>\na quest\u2019ora il mare urla<br \/>\ncredetemi non si lamenta<br \/>\nspezzato dalle raffiche di vento.<\/p>\n<p>La mia citt\u00e0 sul mare<br \/>\na quest\u2019ora \u00e8 un turbine<br \/>\ne gli alberi faticano a reggersi.<br \/>\n\u00c8 un vento che viene da lontano.<\/p>\n<p>Credetemi, da tempo non ci lamentiamo pi\u00f9.<br \/>\nMolti sono partiti.<br \/>\nAltri sono rassegnati.<br \/>\nAltri sono stanchi, invecchiati.<\/p>\n<p>L\u2019alternativa al sistema<br \/>\nsi dibatte nella lotta<br \/>\nper strappare a un partito,<br \/>\nad una corrente un posto di sottogoverno.<br \/>\nMa i duemila miliardi della Regione Siciliana<br \/>\nsono serrati nei forzieri delle banche.<\/p>\n<p>L\u2019articolo 38 \u00e8 come un fantasma:<br \/>\na mezzanotte appare davanti al cancello<br \/>\ndel cimitero, bianco in tanto nero,<br \/>\nfa sberleffi, saltella e poi dispare.<br \/>\nC\u2019\u00e8 da noi chi crede ancora ai fantasmi;<br \/>\nma dentro al drappo bianco<br \/>\nsappiamo che c\u2019\u00e8 un uomo malizioso e burlone,<br \/>\nun atroce buffone che sghignazza.<\/p>\n<p>Qualcuno dice: \u00e8 un bel divertimento.<br \/>\nMa qui nessuno si diverte.<\/p>\n<p>La crisi pu\u00f2 fermare trattori e pescherecci.<br \/>\n(Le vecchie pregano: \u00ab Signore, dacci il nostro<br \/>\npane quotidiano \u00bb).<\/p>\n<p>I terremotati invece camminano.<br \/>\nMarciano da sei anni: vanno a Palermo e a Roma,<br \/>\nagitando cartelli e speranze.<br \/>\nMolti (pare ventimila) hanno allungato<br \/>\nil passo oltre le nostre capitali.<br \/>\nE ci hanno detto addio o arrivederci.<br \/>\nQualche volta ci giunge una bella<br \/>\ncartolina da Losanna, Amburgo, dall\u2019 Australia.<\/p>\n<p>Le acque del B\u00e9lice, in questi giorni,<br \/>\nsi sono ingrossate, un piccolo sisma le ha sconvolte;<br \/>\nstraripano, un vento infernale le colpisce.<br \/>\nVolano via i tetti delle baracche.<br \/>\nMentre, nella mia citt\u00e0, arrivano i<br \/>\ntunisini, altre bocche da sfamare;<br \/>\nuomini (e donne) macilenti che<br \/>\nsperano nella civilt\u00e0 occidentale . . .<br \/>\nSono venuti ad abitare nella Kasbah,<br \/>\notto in una stanza, della mia citt\u00e0 sul mare,<br \/>\nproiettata verso l\u2019 Africa e verso l\u2019avvenire\u2026<\/p>\n<p>Ma credetemi, i sogni vanno e vengono,<br \/>\ncome le fate morgane d\u2019estate a<br \/>\nspecchio d\u2019acqua nel Mar Mediterraneo.<br \/>\nPantelleria capovolta, Capo Feto e Capo Granitola,<br \/>\nil faro rosso di Mazara<br \/>\nche indica la rotta ai naviganti.<br \/>\nLuci, motori, rumori di sirena<br \/>\ne affari, affari, sempre affari.<br \/>\nQuesto \u00e8 il paese di bengodi,<br \/>\nvieni qui, se vuoi essere felice,<br \/>\nvieni a trovarci.<br \/>\nTrascorrerai un\u2019estate deliziosa.<br \/>\nVedrai le nostre catapecchie arabe,<br \/>\nancora arabe, sempre arabe.<br \/>\nE il mare. Un mare azzurro, calmo<br \/>\no tempestoso, ancora limpido.<br \/>\nMa un po\u2019 pi\u00f9 in l\u00e0 ci sono i lager<br \/>\ne un po\u2019 pi\u00f9 in l\u00e0 c\u2019\u00e8 anche la lupara.<\/p>\n<p>Ringraziamo Iddio: abbiamo la nostra bella autonomia,<br \/>\nla nostra Regione Siciliana.<\/p>\n<p>(Biascicano i vecchi : \u00ab padre nostro che sei nei cieli,<br \/>\ndacci oggi e sempre il pane quotidiano,<br \/>\ncustodisci la nostra Regione Siciliana,<br \/>\nliberaci dai mali e cos\u00ec sia !). <\/p>\n<p>(Da: \u201c Poeti per la pace\u201d, 1982)<\/p>\n<p>Se tu ed io ed altri ancora<\/p>\n<p>A lon Brad<\/p>\n<p>Ancora la tristezza sul volto e nel cuore.<br \/>\nNon siamo crepuscolari se respirando ancora<br \/>\nil veleno della guerra<br \/>\ninvochiamo pace e comprensione.<br \/>\nPiangiamo e scriviamo<br \/>\nci consoliamo di ritmi ed immagini,<br \/>\naccarezziamo il riflesso delle cose<br \/>\nguardiamo malinconici il volto dei bambini<br \/>\nla nostra infanzia fuggita,<br \/>\nriconquistata, perduta,<br \/>\nperch\u00e8 una voce ineffabile ci dice<br \/>\nche molte aurore sorgeranno ancora<br \/>\ne molte primavere brilleranno<br \/>\ne che gli uomini non sono nati nemici<br \/>\nma possono essere amici e fratelli<br \/>\nse tu ed io ed altri ancora<br \/>\nci stringiamo la mano e ci scriviamo:<br \/>\nse tu all\u2019Est ed io all\u2019Ovest parliamo di pace<br \/>\ncome si parla dell\u2019amata<br \/>\ndei figli, degli amici,<br \/>\ndella bellezza che rinasce dopo il temporale.<\/p>\n<p>(Da: Il sorriso della kore\u201d, 1985)<\/p>\n<p>Le rotte del sole<\/p>\n<p>Sono infinite le rotte del sole:<br \/>\nappaiono isole in lontananza.<br \/>\nLe coste sono miraggi di verde e di pietra.<\/p>\n<p>Le rotte del sole scorrono<br \/>\nsulla scia del sogno:<br \/>\nsenti un tamburo che ti batte dentro.<\/p>\n<p>Senti il mare che sciaborda,<br \/>\nvedi i delfini che fanno capriole,<br \/>\nsent\u00ec il mare infinito, immenso.<br \/>\nSenti, allora, che la morte \u00e8 piegata.<\/p>\n<p>Cadono le sbarre dell\u2019oscura prigione,<br \/>\nad una ad una si frantumano, si sbriciolano.<br \/>\nLo spazio \u00e8 una voce prolungata, equorea,<br \/>\nil respiro ha il fiato dei venti.<\/p>\n<p>Le rotte del sole sono le nostre fughe<br \/>\ndal reale; abbattono la schiavit\u00f9,<br \/>\nfanno crollare i confini, cancellano l\u2019odio<br \/>\ne l\u2019indifferenza annientano,<br \/>\naccendono musiche, incendiano<br \/>\ncrateri, sprigionano i fuochi della fantasia.<\/p>\n<p>Le rotte del sole ci portano lontano,<br \/>\nuccidono i suoni rauchi delle tempeste,<br \/>\ndissolvono le nebbie,<br \/>\ndisegnano aurore nello spazio<br \/>\nabbaglianti come le montagne.<\/p>\n<p>Le rotte del sole sono la libert\u00e0 e l\u2019amore,<br \/>\ngermogliano come il seme<br \/>\nche fuoriesce dalla terra,<br \/>\ncome il filo d\u2019erba in cerca della luce e della vita.<\/p>\n<p>Sono le strade che ho sempre cercato.<\/p>\n<p>Colloquio<\/p>\n<p>Il mio viaggio \u00e8 appena cominciato?<br \/>\n\u00c8 giunto al suo traguardo?<br \/>\nIo non so.<br \/>\nTu ora partirai, andrai lontano.<br \/>\nCome raggiungerti? Con la poesia?<br \/>\nEssa non ha gambe n\u00e9 motori.<br \/>\nLa poesia, falotica e solitaria,<br \/>\na volte piange lacrime dolcissime<br \/>\na volte arranca impacciata<br \/>\na volte sbuffa come una vecchia macchina,<br \/>\na volte urla, la sua caldaia scoppia.<br \/>\nLa poesia \u00e8 una creatura<br \/>\ncon un\u2019anima forsennata,<br \/>\nun\u2019anima triste, malata.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un rifugio, forse,<br \/>\nuna nuova illusione.<br \/>\n\u00ab Curaba \u00bb: un\u2019insegna rossa<br \/>\nche acceca gli occhi.<br \/>\n\u00ab Curaba \u00bb: c\u2019era una volta<br \/>\nuna ragazzina, poi sparita.<br \/>\nPer vendere bottiglie di buon vino<br \/>\nmi sorrideva e mi porgeva la mano.<\/p>\n<p>Mia cara Nichi,<br \/>\nla ragazzina delle bottiglie non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<br \/>\nEssa una volta mi baciava.<br \/>\nEd ora ci sei tu.<\/p>\n<p>Mia cara Nichi,<br \/>\nnon sparire, non lasciarmi solo<br \/>\nfra tante bottiglie colorate,<br \/>\npezzi di vetro lavorato,<br \/>\navanzi di un mondo sbieco.<\/p>\n<p>Il nostro tempo ha le convulsioni<br \/>\ncome un vecchio agonizzante<br \/>\nfra mille acciacchi e pene.<\/p>\n<p>Ho avuto piet\u00e0 per il dolore.<br \/>\nAvrei voluto asciugare le sue lacrime,<br \/>\nstringerle al cuore, per esorcizzarle.<br \/>\nL\u2019ho preso tra le braccia,<br \/>\ntramortito e tremante,<br \/>\nquesto vecchio mondo malato,<br \/>\ne sono corso, sono corso a perdifiato<br \/>\nverso l\u2019illusione che non serve<br \/>\nse poi tutto \u00e8 finito all\u2019obitorio<br \/>\nfreddo e desolato.<\/p>\n<p>Venivano i ragazzi e le ragazze,<br \/>\ngli allievi infermieri ad osservare.<br \/>\nAllora tu non c\u2019eri. E credimi<br \/>\ncamminavo tra i cipressi e<br \/>\nle fronde mi colpivano sul volto.<br \/>\nTu non c\u2019eri. Eri lontana. Inafferrabile.<br \/>\nPoi t\u2019ho sognata e ti ho cercata<br \/>\ne ti ho trovata. Il mondo capovolto.<\/p>\n<p>Capovolta la vita, delirante<br \/>\nvoce la mia che insegue nuvole.<br \/>\nMa nuvola tu non sei.<br \/>\nSei voce lontana, non irreale,<br \/>\nvoce che ha eco e risonanze vaste<br \/>\nin questo ricetto assai remoto.<\/p>\n<p>Chi sono?<br \/>\nUn \u00ab io \u00bb che forse cerca il suo Dio,<br \/>\nun \u00ab io \u00bb che insegue la tua giovinezza,<br \/>\nirresponsabilmente, e senza gaiezza,<br \/>\nla tua giovinezza, tua non mia,<br \/>\ncon molta fantasia.<br \/>\nUn \u00ab io \u00bb che si strugge e che contempla<br \/>\nla tua immagine cara.<\/p>\n<p>Questa sera ti dico: non lasciarmi. Non andare.<br \/>\nResta tra queste mura solitarie, non partire.<br \/>\nSenti? \u00c8 come se nascesse una canzone\u2026<\/p>\n<p>La canzone che cantavo giovane<br \/>\nsotto la finestra dell\u2019amata.<br \/>\nNon partire. Non mi abbandonare.<\/p>\n<p>Mia cara Nichi, forse ho raccontato,<br \/>\nin modo un po\u2019 patetico,<br \/>\nuna favola amara.<br \/>\nL\u2019ho scritta, come sempre, in una notte<br \/>\npoco chiara, senza la luce dei tuoi occhi.<\/p>\n<p>1.3.78<\/p>\n<p>Il sorriso della kore<\/p>\n<p>Vieni dalla notte del tempo,<br \/>\nmia dolce Kore muta,<br \/>\ned io mi aggiro intorno al tuo sorriso.<br \/>\nTi ho contemplata,<br \/>\nmia dolce Kore arcaica e sfuggente.<br \/>\nIl tuo sorriso \u00e8 simile a un miraggio.<br \/>\nIo volevo parlarti,<br \/>\nriandare con te nella notte del tempo,<br \/>\nla scia di luce del tuo volto seguire,<br \/>\ninabissarmi nell\u2019incantamento.<br \/>\nTu ritorni immagine, sogno,<br \/>\nsorriso arcaico e struggente,<br \/>\nmentre io costruisco un labirinto di parole<br \/>\nmentre implacabile si arroventa il sole<br \/>\ncome il mio amore inutile e dolente.<\/p>\n<p>28.6.78<\/p>\n<p>Aspettando una donna<\/p>\n<p>Aspettando una donna<br \/>\nnon sono impaziente;<br \/>\nmi dico: forse \u00e8 meglio<br \/>\nche non venga. Si, \u00e8 meglio cos\u00ec\u2026<\/p>\n<p>Aspettando una donna<br \/>\npenso ai tuoi occhi verdi. Anzi me ne vado<br \/>\nperch\u00e9 ho timore che venga.<\/p>\n<p>Sono veramente romantico?<\/p>\n<p>Annoto di corsa queste righe,<br \/>\nperch\u00e9 potrebbe venire, altre volte \u00e8 venuta.<\/p>\n<p>Fuggire da una donna<br \/>\ne dal suo sesso \u00e8 possibile,<br \/>\nma come far\u00f2 a fuggire da me stesso?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>OESIE (da: \u201cSicilia pecora sgozzata\u201d, 1974) Rapporto da una citt\u00e0 sul mare Sulla riva del Mediterraneo a quest\u2019ora il mare urla credetemi non si lamenta spezzato dalle raffiche di vento. La mia citt\u00e0 sul mare a quest\u2019ora \u00e8 un turbine e gli alberi faticano a reggersi. \u00c8 un vento che viene da lontano. 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