IL DNA
AL SERVIZIO DELLE SCIENZE UMANE
Il 27 gennaio di ogni anno è il giorno della Memoria che commemora un evento luttuoso tra i più tragici e aberranti della Storia, di cui non ci si stancherà mai di vergognarsi se si appartenga alla parte nobile del genere umano.
Ce n’è invece un’altra, la belluina, pronta a scatenare gli istinti più perversi, più odiosi, degni soltanto e patrimonio di chi non sia ancora uscito dalle caverne: l’homo homini lupus, per dirla con Hobbes. Con le manifestazioni di cordoglio intese a risvegliare le coscienze contro il pericolo sempre incombente di vedere rinascere l’odio contro il proprio simile – ma diverso, essenzialmente, per visione del futuro e previsione di comportamento da svolgere in terra – si intende rendere conforto e giustizia a chi è sopravvissuto e a chi invece è stato vittima senza colpa alcuna.
Il gesto di solidarietà ai morti, e oggi agli indifesi, induce però a riflettere – non tanto sulla genesi storico-politica del fenomeno degenerativo che ha condotto un popolo intero e molte altre belve affiliate ad esso – sull’aberrazione di una tendenza a uccidere ad ogni costo che pretestuosamente veniva dichiarato non di razza pura; e sopratutto chi professasse una religione diversa da quella cristiana, o comunque fosse dichiarato impuro; ovvero per motivi altrettanto abietti come l’essere rom; infermo di mente; oppositore politico; omosessuale.
Giusto, doveroso, encomiabile che ogni anno si debba commemorare la Shoah e chiedere perdono per non essere stati capaci di opporsi allo sterminio di sei milioni di ebrei, e i tanti altri di cui sopra: è però doveroso pensare a un possibile dopo e porre rimedi efficaci di stampo non più morale soltanto ma preferibilmente scientifici.
Ed invero, posto che gli istinti trovano fondamento nei neuroni e in particolare nella specifica parte del cervello tutto sta nell’individuare quelli perniciosi quali l’aggressività immotivata; l’auto e altrui distruzione; la ferocia; la pervicacia di singoli e di gruppi affini nel perseguire propositi delittuosi, indifferentemente rivolti a chicchessia. È ragionevole perciò pensare che il futuro stia nelle ricerche della scienza in materia gnoseologica attraverso una sempre maggiore conoscenza del DNA.
Estirpare gli istinti malvagi, e peraltro potenziare quelli nobili tra cui il senso dell’uguaglianza dei diritti più che della carità, diventa un obbligo morale di tutti i cives.
Ignazio Apolloni